SE LA SFANGASSE ANCHE QUESTA VOLTA?

 

 

Nei giorni scorsi vi ho raccontato delle ultime medidas del governo americano contro l'isola e la sua gente, medidas che sfiorano soltanto chi il potere lo detiene davvero.

Colpiscono sostanzialmente chi deve vivere coi pochi denari del suo lavoro o con quelli che arrivano da fuori e che ora saranno sottoposti a una detrazione, dicasi proprina, da parte di chi si incarichera' di portare quei soldi al beneficiario dal beneficiante.

 

Ma se Cuba la sfangasse anche questa volta?

Se l'isola, dopo essere stata mantenuta mani e piedi prima dall'Urss, poi dal Venezuela, dalla Cina oggi riuscisse, sempre con qualche aiuto, a reggere il peso di tutto cio' che le sta' capitando?

Leggevo che e' aumentata la produzione di petrolio autoctono che viene raffinato direttamente sull'isola, dell'esplosione enorme del fotovoltaico vi ho gia' parlato, le mypimes e le aziende private, come raccontava su Report l'italiano che gestisce la fabbrica del caffe' nell'oriente del paese, possono importare carburante anche direttamente dagli Stati Uniti, pagandolo piu' del dovuto ma possono farlo.

 

Lo stato si alleggerisce della sua elefantiaca struttura per rendersi piu' agile, la gente trova lavoro nel settore privato con stipendi decorosi, Cuba si riprende gli hotel che, si spera, abbia imparato a gestire grazie anche alle collaborazioni decennali con imprese di altri paesi.

Poi magari non sara' un turismo di qualita', ma anche riempire gli hotel con un turismo di seconda fascia sarebbe gia' un bel successone.

Chi ha una attivita' che rende paga le tasse adeguate, i ristoranti, le case de renta, le attivita' commerciali si sviluppano anche in assenza di chissa' quale turismo che comunque prima o poi (meglio prima) dovrebbe tornare.

Le rimesse continueranno copiose, le famiglie che le ricevono possono cercare di fare una vita dignitosa.

 

Perche' brava gente parliamoci chiaro, il cambiamento e' gia' avvenuto.

Quando arrivai a Cuba tutto era statale, dai negozi ai ristoranti, il cubano non poteva possedere una casa, un auto, per uscire dal paese serviva la carta blanca, non esisteva quasi l'imprenditoria privata, ecc...

Guardate ora.

Tutto il terziario o quasi e' in mano ai privati, privati che pagano le loro brave tasse e le bollette adeguate, oggi il cubano puo' essere proprietario di una casa, un auto, col cuentapropismo voluto da Raul chiunque disponga di mezzi, come in ogni altro paese al mondo, puo' aprirsi una attivita'.

Poi se e' bravo prospera, se e' un cazzaro chiude esattamente come da noi.

 

Se Cuba ce la facesse?

Se la gente che gia' sta' aguantando tanto decidesse che non deve essere un delinquente 90 miglia a nord a decidere il proprio destino?

Guardate l'Iran, prima della guerra sembrava dovesse scoppiare in aria per le proteste, spesso giuste, dei suoi cittadini, poi sono arrivati Donald e Bibi', hanno fatto una figura di merda e soprattutto hanno compattato il popolo.

Gli iraniani hanno detto "Ok le cose le dobbiamo cambiare ma lo decidiamo noi come e quando farlo, non due assassini".

 

Mi pare che a Cuba dei segnali in questa direzione gia' ci siano, la gente sa perfettamente che il governo ha fatto infiniti errori ma sa anche che il 90% delle colpe di come oggi (2026) sia la situazione sono di chi vuole strangolare il paese, non per "liberarlo", ma per fotterselo e darlo in mano a 4 palazzinari cravattari.

La gente ha iniziato a capirlo, sa che con l'acqua sporca non si deve gettare via anche il bambino.

 

Le mie sono solo opinioni che valgono quello che valgono, ma l'isola la conosco e conosco i cubani.

Non cederanno, se dovesse succedere vorra' dire che in 26 anni di quel paese ho capito poco o nulla.

 

Giugno 2026